LOGOUT #05 *VI PRESENTIAMO EPHEMERA.

LOGOUT #05 *VI PRESENTIAMO EPHEMERA.

13 MAGGIO 2025

Si è concluso un mese fa il Bright Festival, l’occasione che aspettiamo durante l’anno per dare vita a quei progetti che parlano davvero di noi, che vanno in profondità, che indagano un sentimento. È anche un'opportunità per sperimentare nuovi strumenti e workflow; mettersi alla prova, correndo qualche rischio (e con rischi intendiamo stravolgere una parte del lavoro 2 giorni prima dell'inaugurazione!).
Per un creativo, un evento come il Bright è il momento perfetto per riappropriarsi della propria ricerca personale, tra un lavoro per un cliente e l'altro.

E siccome per noi Ephemera è stato un vero e proprio esperimento, abbiamo deciso di fare questa newsletter per approfondire, dal punto di visto creativo e soprattutto tecnico, il lavoro dietro questo progetto. Un workflow di tantissimi passaggi e lavorazioni che ha visto l’integrazione di 3 diverse A.I., unitamente ad altrettanti software. Il risultato è stato inaspettatamente magico.


Ephemera è un’installazione che ci parla di tempo. Un tempo che siamo abituati a percepire come lineare, perché continua ad andare avanti, sempre.
Ma il tempo delle cose è in realtà un cerchio, e la ciclicità della vita si traduce in continua evoluzione.
”Il cambiamento è l’unica costante” diceva Eraclito.
Un cambiamento che si sviluppa lentamente nel tempo, e che nella nostra società frenetica è difficile da percepire.
In questa installazione però, il tempo viene intrappolato e custodito in una teca, dove scorre ad un ritmo diverso.
I suoi effetti agiscono incessanti sull’organismo che la abita, permettendo allo spettatore di assistere ai cambiamenti, alle mutazioni, al fluire della vita verso quella che, solo per pochi istanti, sembra essere la fine. Ma fine non è mai.


Questa installazione è un viaggio nella breve vita di questo organismo ibrido, un po’ fungo, un po’ fiore e un po’ corallo, che abita questa teca che è poi un micro cosmo in cui cresce anche una natura selvaggia e rigogliosa, un ambiente forestale che, insieme all’organismo, muta incessante in un morph continuo.
Abbiamo scelto di utilizzare il morphing come tecnica e scelta estetica per rappresentare l'evoluzione continua del soggetto e dell'ambiente. È un moto perpetuo in cui “l'unica costante è il cambiamento”: ciò che vediamo non è mai statico, e lo spazio si ridefinisce continuamente.


Per realizzare questo contenuto ci sono voluti circa 6 passaggi tra diversi software.

Step01: Abbiamo iniziato creando i soggetti in Midjourney (i nostri organismi centrali, con caratteristiche di forme e colori ispirate appunto ai funghi ed ai coralli).


Step02: Abbiamo creato diverse fasi di sviluppo per ogni soggetto, dalla nascita alla morte, usando tanto anche l’editor di Midjourney, e lavorando molto rifinendo prompt e immagini di reference, in modo che ogni fase fosse coerente con la precedente.


Step03: Abbiamo importato le immagini generate in MJ su Meshy per ottenere un modello 3D in fbx. Aberrazioni e cose strane sono di regola (tra cui perdita delle texture effetto glass e dei colori accesi, che abbiamo dovuto poi ricreare in Unreal), trattandosi di soggetti complessi con molteplici superfici.


Step04: Abbiamo creato una teca in Unreal, dentro cui abbiamo inserito il nostro ambiente forestale e settato illuminazione, dettagli, il passaggio tra notte e giorno eccetera. Abbiamo poi importato gli fbx per ottenere un’integrazione perfetta tra l’organismo e l’ambiente, anche durante le diverse fasi della giornata. A questo punto, abbiamo esportato delle still per ogni momento temporale.
Step05: Abbiamo importato le still in Adobe Firefly per creare un morphing fluido tra un momento e l’altro, ottenendo quindi l’animazione della mutazione dell’organismo e dell’ambiente.

Step06: Abbiamo montato insieme tutti i pezzi con il buon vecchio After Effects e infine lavorato color e effetti visivi (particelle, condensa sui vetri…) direttamente in TouchDesigner. È stato così alla fine possibile ri-proiettare il contenuto con un effetto anarmofico sulla doppia struttura (ben 5mt di altezza, costruita con le nostre manine!).


Questo viaggio dalle molteplici sfaccettature emozionali (si parla di nascita ma anche di morte, di bellezza e di invecchiamento, di crescita e di cambiamento), aveva bisogno di essere completato da una narrazione sonora che ne interpretasse i diversi stadi emotivi e visivi.
Abbiamo progettato un soundscape stratificato, dove suoni ambientali leggermente sintetizzati e materici (un cinguettio lontano, fruscii, suoni liquidi), sono integrati da una melodia che accompagna il percorso di vita dell’organismo, enfatizzandone la fragilità. Questa melodia ascendente è accompagnata da un battito leggero, che ci tiene sospesi nel tempo e nell’attesa, portandoci con forza e delicatezza allo stesso tempo verso quella che sembra essere la morte dell’organismo. Ma è solo un nuovo inizio.


Speriamo che vi sia piaciuto seguire il processo produttivo che ha portato alla realizzazione di Ephemera. Un mago non svela mai i suoi segreti, ma noi amiamo anche condividere il nostro sapere nella speranza di essere d’ispirazione o di aprire uno scambio di pensieri e condivisione. Quindi chiedeteci quello che volete!

Vi piace Ephemera? La avete vista live a Firenze?
Fatecelo sapere ☻


Chiara🍍 e tutto il team WOA 🦄

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