LOGOUT #07 *CHE BEL SUONO HA IL SILENZIO.
29 MAGGIO 2026
The Sound of Premium nasce da una riflessione sul paesaggio sonoro contemporaneo e sul modo in cui il rumore urbano influenza, spesso inconsapevolmente, la nostra quotidianità.
La richiesta di Continental era raccontare una tecnologia sviluppata per migliorare il comfort acustico degli spazi in cui viviamo: ContiSilent, un sistema brevettato applicato al disegno del battistrada, progettato per ridurre il rumore generato dal rotolamento degli pneumatici sull’asfalto.
Siamo talmente abituati al caos urbano da non percepirlo più consciamente. Eppure, questa presenza costante influenza il nostro livello di attenzione, la percezione dello stress, il benessere mentale e fisico.
Da qui nasce la domanda che ha guidato tutto il progetto:
come trasformare una percezione così inconscia e radicata nella vita quotidiana in un racconto esperienziale e artistico?
Abbiamo quindi scelto di non rappresentare semplicemente il silenzio, ma di raccontare una trasformazione percettiva.
Abbiamo immaginato un unico spazio capace di trasformarsi nel tempo seguendo l’evoluzione del suono.
Da questa idea prende forma The Sound of Premium, una listening experience immersiva, realizzata in partnership con WPP Media Entertainment, articolata in tre momenti (Caos, Armonia e Quiete) in cui audio, luce e percezione dello spazio evolvono progressivamente, accompagnando il pubblico da una condizione di tensione urbana a uno stato di ascolto profondo e benessere.

A partire da questa visione, ci siamo occupati della progettazione dell’esperienza in ogni suo aspetto, costruendo un percorso coerente e immersivo dalla soglia fino allo spazio finale dell’installazione.
Abbiamo progettato l’area di accoglienza che introduceva il pubblico all’esperienza, integrando l’esposizione dei materiali Continental e creando una transizione graduale verso l’ambiente immersivo. Parallelamente, abbiamo sviluppato la brand identity del progetto, la progettazione tecnica e l’intero allestimento, lavorando affinché ogni elemento (visivo, spaziale e percettivo) contribuisse a costruire un unico racconto sensoriale.


La nostra ricerca si è sviluppata innanzitutto sul suono, su cui poi abbiamo costruito tutta l’esperienza.
Siamo partiti da una ricerca sul campo, raccogliendo e studiando rumori nella nostra città, con particolare attenzione al rollio degli pneumatici. Da questi materiali abbiamo sviluppato un processo di sonificazione e sintesi sonora, con l’obiettivo di depurare progressivamente l’inquinamento acustico, armonizzarlo e ricondurlo alla sua essenza più intima: un battito cardiaco, presenza minima e profonda che segna il momento finale della quiete.
Nella prima fase, il suono è frenetico, instabile. I layer sonori si muovono nello spazio e si sovrappongono. Il visitatore percepisce una condizione simile a quella di una città caotica all’ora di punta: una sensazione di affollamento mentale, non aggressiva ma allertante.
Progressivamente, nella seconda fase, i suoni iniziano a stabilizzarsi. Diventano più riconoscibili, più leggibili, permettendo allo spettatore di orientarsi. Il caos si alleggerisce, il rumore si scioglie, l’ambiente comincia a respirare.
Nella fase finale, il paesaggio sonoro raggiunge una condizione di equilibrio. Le frequenze basse diventano predominanti, la composizione si unifica in una presenza più morbida e avvolgente, guidata da una melodia semplice ed essenziale. Il rumore non scompare improvvisamente: viene accompagnato fuori, lasciando spazio al comfort.

Il secondo livello della ricerca è stato quello visivo e installativo.
The Sound of Premium prende forma come un’astrazione urbana: uno spazio composto da elementi luminosi che evocano palazzi e architetture. Una città sintetica, luminosa ed essenziale, dentro cui il pubblico può muoversi liberamente, come accade nello spazio urbano reale, aperto a stimoli molteplici e simultanei.

L’installazione è composta da 17 elementi luminosi distribuiti nello spazio. Ogni elemento spazializza l’audio, contribuendo alla costruzione di un paesaggio sonoro immersivo, ed emette una luce ambrata che reagisce agli impulsi sonori, guidando il visitatore attraverso i tre atti dell’esperienza.

Anche il design formale degli elementi nasce dal suono: dimensioni e geometrie sono pensate in relazione alle frequenze emesse, trasformando il dato sonoro in forma fisica.
Durante l’esperienza, lo stesso ambiente cambia progressivamente stato. Nel primo momento, la luce è serrata, intermittente, sincronizzata al ritmo dell’audio. Gli stimoli visivi sono continui, esplosivi, quasi disturbanti.
Nella fase intermedia, la luce rallenta, si scalda, i colori diventano più armonici e l’ambiente sembra respirare.
Infine, lo spazio si trasforma in un paesaggio cromatico essenziale e avvolgente, ispirato alle atmosfere percettive di artisti come James Turrell e Olafur Eliasson: una luce calda, diffusa, profonda, capace di generare una condizione di ascolto quasi meditativa.

Avete visto questa installazione nel vostro percorso del Fuorisalone? Per chi la ha vissuta, speriamo di avervi fatto fare un bel viaggio sonoro ✻ Per chi invece non è riuscito a passare, non preoccupatevi perché ci saranno presto altre occasioni ✻
Chiara🍍 e tutto il team WOA 🦄