LOGOUT #01 *UNCANNY VALLEY, DEEPFAKE, CREEPYPASTA, COSE STRANE.
4 GIUGNO 2024
Se siete nati prima degli anni 2000 o se siete amanti delle estetiche dei new media, sicuramente avrete sentito parlare di fenomeni come creepypasta o deepfake.
Il termine "creepypasta" si riferisce a storie brevi di genere horror che venivano e continuano ad essere diffuse su Internet. Leggende metropolitane, esperienze personali inquietanti, qualunque fosse la natura dei racconti, lo scopo era di spaventare i lettori e diventare virali, venendo condivisi in massa nei blog e nei forum come Reddit.
Forse 20 anni fa i racconticini dell’orrore in stile Piccoli Brividi facevano più impressione di quanto non lo facciano ora. Ma se è vero che Slender Man non ci fa più paura, parliamo un attimo della relazione tra creepypasta e Intelligenza Artificiale: quando facciamo due chiacchiere con ChatGPT, effettivamente chi è che controlla la conversazione? Le informazioni che ci vengono fornite?
Una paura moderna come quella della perdita del controllo, della manipolazione, dei rapporti di potere controversi tra uomo e macchina, è molto più inquietante e vicina alla realtà di quanto non lo sia la leggenda di Jack the Killer.
Chiedete a ChatGPT di raccontarvi un creepypasta a tema Intelligenza Artificiale: non si allontana poi così tanto dalla realtà.
La manipolazione è anche alla base dei “deepfake”, parola che indica tutti quei prodotti digitali ottenuti (inizialmente) sovrapponendo immagini/video esistenti di due persone diverse. All’inizio era una cosa per smanettoni che avevano voglia di giocare con le rete neurali generative, poi sono arrivate app (un po’ pesanti) come FakeApp, poi è arrivato il mito di Midjourney.
Avrete tutti visto l’immagine di Papa Bergoglio che swagga per strada con un puffer coat streetstyle.

Realistica? Tantissimo. Divertente? Sì dai. Credibile? Sì ma neanche troppo. E questo succedeva un anno fa… Non vogliamo scoperchiare un vaso di Pandora su argomenti come copyright, sfruttamento di immagine, diritti sulla propria identità eccetera ma pensate a come tutto sia un’evoluzione di fenomeni culturali nati decenni fa, quando ancora qualche nerd disgraziato era costretto a stare ore sul computer a photshoppare le foto per ottenere fotomontaggi credibili.
Al di là dei deepfake in cui personaggi famosi fanno cose strane con un livello di realismo incredibile, noi siamo più affascinati da quello che succede in tool come questo: thispersondoesnotexist.com. Guardate i risultati.

Ma quanto è sinistro? Chi sono queste persone? Come è possibile che con 7 miliardi di esseri umani sul pianeta queste persone non esistano? E se un giorno uscisse praticamente la tua faccia?
🫠
Comunque, se continui per un po’ di volte a creare nuovi volti di persone inesistenti, prima o poi ti uscirà qualche strano dettaglio.

Alla fine ti imbatti anche in presenze preoccupanti.

Qua entra in gioco il concetto di “Uncanny Valley”: un fenomeno psicologico studiato per la prima volta addirittura negli anni ‘70, che descrive la reazione negativa degli esseri umani nei confronti di robot, avatar o, come in questo caso, di altre rappresentazioni digitali che sembrano umane, ma non abbastanza da convincere completamente chi le guarda. Succede quando queste sono vicine all’estremo realismo, ma non perfette, creando una sensazione di repulsione e inquietudine.
Oggi le macchine, le AI, sbagliano sempre di meno. Sono errori così sottili che a volte quasi non li vedi (a volte invece si vedono fin troppo bene)… Ma durerà ancora per poco. Entro qualche anno (mesi forse?) l’Intelligenza Artificiale non farà più errori. E tutto diventerà perfettamente noioso.
Vi lasciamo con questo video realizzato un anno fa utilizzando proprio thispersondoesnotexist.com: attraverso la tecnica del morphing e del datamoshing abbiamo riportato questi deepfake a ciò che sono realmente: solo pixel.

L’errore digitale, lo sbaglio della macchina, l’uscita dagli schemi, è una cosa che ci ha sempre affascinato, a noi come a tanti altri artisti: la risultante estetica inaspettata è sempre interessante e diventa spesso il punto di partenza creativo per lo sviluppo di un contenuto, che sia audio o video.
Ora e sempre.. Ode al glitch!
Ciao 👾
🍍Chiara